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Napoli, consigli per un weekend

Napoli è una città che ti resta nel cuore, altrimenti non si direbbe che “ vedi Napoli e poi muori “. In due giorni si può fare molto anche se ne servirebbero almeno 4 per assaporare a pieno la città Campana.

Il mio consiglio, se avete qualche giorno in più a disposizione è quello di superare Napoli e raggiungere Ravello per ammirare le fantastiche ville, percorrere un po la litoranea che attraversa tutti i stupendi paesi della costiera amalfitana. Fermarsi a pranzo a Positano o Amalfi e proseguire fino a Sorrento dove per cena potrete gustare la famosa pizza della Pizzeria da Franco. Proseguite poi verso Napoli, andate in piazza del Plebiscito al caffe Gambrinus e mangiate una sfogliatella, poi a dormire per affrontare il programma fitto della visita a Napoli.

GIORNO 1

Il nostro viaggio inizia presto, partenza alle 6:30 per raggiungere Napoli prima di pranzo, il giorno di Natale. Raggiungiamo l’hotel (NH Napoli Ambassador) in auto dopo circa 4 ore di strada e lasciamo velocemente i bagagli, lasciamo l’auto in un parcheggio a pagamento vicino l’hotel e iniziamo l’esplorazione dei quartieri spagnoli alla ricerca di un ristorante.

Dopo un po riusciamo finalmente a trovare qualcosa di aperto ( Pizzeria ‘Ntretella) e fortunatamente non è poi cosi male, anzi la pizza è davvero buona e possiamo cosi subito assaporare una delle prelibatezze culinarie della città.

Ben coscienti del fatto che avremmo trovato quasi tutto chiuso essendo Natale, abbiamo comunque fatto una passeggiata nella zona del centro storico, la più caratteristica della città.

Ci siamo poi spostati vicino all’hotel, in via Toledo, Pizza del Plebiscito e Maschio Angioino.

Per cena siamo rimasti in zona e abbiamo mangiato alla Trattoria Medina e abbiamo scoperto la simpatica pratica di copiarsi il nome dei locali, trovandosi poi costretti ad aggiungere parole tipo : unica sede, l’originale, il vero, l’autentico… ahahah.

Il ristorante è buono ma non eccezionale e per concludere in bellezza la nostra prima mezza giornata a Napoli ci dirigiamo al famoso Caffè Gambrinus dove finalmente gustiamo anche qualcosa di dolce, la sfogliatella riccia e frolla, accompagnate da un caffè alla nocciola.

GIORNO 2 

Sveglia presto e colazione abbondante in hotel prima di iniziare la nostra passeggiata verso la funicolare che ci porterà a Castel Sant’Elmo. Un castello medioevale adibito a museo, sulla collina del Vomero e che offre una delle più belle viste della città. Poco distante si trova anche la Certosa che noi non abbiamo visitato per questioni di tempo.

Dopo aver goduto della bellissima vista sulla città, grazie anche ad una giornata limpidissima, ci siamo diretti nuovamente nel centro storico per gustare l’antica pizza fritta di zia Esterina Sorbillo.

Una pizza cosi non la mangerete da nessun’altra parte quindi aspettate anche se le lunghe file vi faranno desistere e mangiate questa prelibatezza appena fritta.

Subito dopo, belli pieni, ci siamo addentrati nella Napoli Sotterranea. Ci sono due ingressi a due cose divise, l’acquedotto e la città.
Io ho scelto l’acquedotto e il tour di qualche ora è molto interessante.
Da segnalare un tratto molto stretto dove chi soffre di claustrofobia potrebbe avere qualche problema!

La lunga passeggiata ci ha rimesso fame e abbiamo quindi approfittato della Pasticceria S.Capparelli proprio davanti l’uscita di Napoli sotterranea per mangiare un babà e una pastiera.

Da li potrete prendere la via di San Gregorio Armeno, meglio conosciuta come la strada dei presepi, dove decine di artigiani espongono piccole opere d’arte in miniatura per decorare il presepe e le famose rappresentazioni di personaggi iconici dell’anno o della storia della città.

Tornate su via dei tribunali per andare a vedere La Cattedrale di Santa Maria Assunta, che contiene il famoso e sacro, sangue di San Gennaro, contenuto in due ampolle che tre volte l’anno attirano migliaia di fedeli per assistere al miracolo della liquefazione.

Stanchi dai quasi 14 km percorsi, sia andati a riposare in hotel per poi uscire per cena.

Breve passeggiata in via Toledo e nuovamente dentro ai quartieri spagnoli alla ricerca di una trattoria.
Quella che avevamo cercato purtroppo era ancora chiusa e abbiamo optato per Trattoria O’ Vesuvio.
Accoglienza ottima e simpatia allo stato puro, peccato però che avevamo finito quasi tutto e ci siamo affidati a loro senza libertà di scelta. Avrei voluto provare la pizza che tanto veniva acclamata online. Conto ottimo e limoncello offerto, quindi bravi tutti.

Concludiamo poi il nostro giro della città con il Caffe nocciolato del professore, in Piazza Trento e Trieste.

Prima di ripartire l’indomani, ci dirigiamo in auto per un’ultima sosta, vicino la stazione.
Non avevamo ancora mangiato la deliziosa sfogliatella calda di Attanasio.

  

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